La competenza non basta
Fabio D. Cerullo
La competenza non basta
Essere competenti è sempre stato presentato come il percorso naturale per avanzare.
Studia, impegnati, consegna un lavoro ben fatto — e la crescita arriverà.
Nella pratica, però, molte persone fanno tutto questo e restano nello stesso punto.
Il problema non è la mancanza di capacità.
È credere che la competenza, da sola, sia sufficiente.
Il mito del “se sono bravo, crescerò”
Fin da piccoli impariamo che il mondo funziona come una meritocrazia lineare:
chi genera più valore, cresce di più.
Questa logica funziona in contesti semplici.
Ma la maggior parte dei sistemi reali — aziende, mercati, organizzazioni, relazioni professionali — non è semplice.
In questi sistemi, la competenza è un requisito di ingresso, non un fattore di avanzamento.
Essere bravi in quello che si fa evita l’esclusione.
Non garantisce la progressione.
Valore generato ≠ valore percepito
Qui c’è una distinzione centrale che quasi nessuno insegna.
Una cosa è generare valore.
Un’altra, completamente diversa, è far sì che quel valore venga percepito.
Molte persone:
producono risultati,
risolvono problemi,
tengono in piedi intere operazioni,
ma lo fanno in silenzio, nel posto sbagliato o per chi non decide.
Il sistema non premia lo sforzo invisibile.
Premia l’impatto percepito.
E la percezione è strategica, non morale.
Perché i sistemi non premiano solo il merito
I sistemi funzionano attraverso incentivi, non attraverso una giustizia astratta.
Valorizzano:
chi risolve il problema giusto,
nel momento giusto,
per le persone giuste.
Qualcuno può essere estremamente competente, ma operare lontano dal centro decisionale.
In quel caso, la crescita si blocca — non per ingiustizia, ma per disallineamento.
Non capirlo porta a un errore comune:
fare sempre di più, aspettandosi un risultato diverso.
L’errore silenzioso delle persone competenti
Le persone competenti commettono spesso un errore specifico:
credono che il lavoro parli da solo. Non lo fa.
Il lavoro ha bisogno di contesto, lettura e posizionamento.
Senza questo, resta solo esecuzione.
La competenza senza strategia diventa logoramento.
Con la strategia, diventa leva.
Crescere è posizionamento, non sforzo aggiuntivo
Crescere non significa lavorare di più.
Significa muoversi meglio all’interno del sistema.
Questo implica:
capire chi decide,
quali problemi contano davvero,
dove la tua competenza genera un impatto visibile.
Non si tratta di autopromozione vuota.
Si tratta di allineare valore reale e lettura del contesto.
Il principio centrale
La competenza sostiene.
Il posizionamento proietta.
Chi capisce il sistema in cui è inserito cresce più velocemente — anche facendo meno.
Chi ignora il sistema dipende da un riconoscimento spontaneo.
E questo, nella maggior parte dei casi, non arriva.
Da portare con te
Se lavori bene e non cresci, probabilmente il problema non sei tu.
È il luogo, il momento o il modo in cui il tuo valore viene letto.
Prima di investire in altro sforzo, investi in lettura.
Prima di cercare di dimostrare capacità, capisci il gioco.
La competenza è la base.
La crescita è strategia.
Nel prossimo articolo parleremo di come capire il gioco prima di provare a cambiare fase — e perché saltare le tappe spesso costa caro.
Fabio D. Cerullo
em 11/11/2025


Fabio D. Cerullo
Sono sempre stato mosso dalla necessità di capire come funzionano le cose — persone, decisioni, sistemi. Il mio percorso ha attraversato diversi paesi e settori, e in ognuno di essi ho imparato a leggere i contesti, identificare opportunità e trasformare i risultati.
Oggi utilizzo questa esperienza per aiutare le persone e aziende a pensare con maggiore chiarezza, prendere decisioni strategiche e posizionarsi in modo intelligente. Il mio obiettivo non è offrire scorciatoie, ma percorsi reali per chi vuole evolvere con costanza.
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